Le prime 2 ore dopo la nascita del bambino il contatto pelle a pelle, sia fisico sia emozionale tra loro, è fondamentale per facilitare il buon inizio della loro relazione e anche per il loro benessere.
Il contatto con la madre rassicura il bambino, gli permette di ritrovare fuori dall’utero lo stesso suono familiare della voce di mamma, il suono ritmico del battito del suo cuore e il suo odore, il suo calore. Per entrambi il viaggio fino a quel momento di incontro è stato molto faticoso e impegnativo e hanno bisogno di pace e di ritrovarsi. Per 9 mesi sono stati un’unica entità e la separazione va accompagnata da presenza, calore, dolcezza.
Non tutte le mamme però arrivano al momento dell’incontro desiderose di tenere in braccio il proprio neonato: forse hanno avuto un travaglio troppo lungo e si sentono esauste, forse hanno subito un parto o interventi traumatici.
In questi casi può essere il papà a instaurare il primo contatto con il bambino, pelle a pelle.
Nei casi in cui per motivi vari questo incontro affettuoso dopo il parto non sia possibile, una volta usciti dalla situazione di pericolo e quando entrambi siano ben disposti, è prezioso riproporre il momento di incontro come se il bimbo fosse appena nato.
Si parla di re-bonding e attraverso l’immersione nell’acqua e il contatto pelle a pelle di mamma e bambino è davvero possibile vivere le forti emozioni che si provano a tenere il bimbo appoggiato sul proprio petto come se fosse appena nato e, rielaborando così la propria storia di parto, riappropriarsi della relazione con il proprio neonato.
Nelle ore e nei giorni seguenti piano piano mamma e bimbo recuperano un po’ le forze e imparano a conoscersi ma occorre tanto tempo e pazienza.
Una volta tornata a casa la mamma e il suo bambino sono entrambi neonati e hanno un fortissimo bisogno di lentezza e delicatezza.
La mamma sta attraversando uno dei cambiamenti più grandi della sua vita, a livello fisico, ormonale, emotivo, psicologico… e per i bimbo vale lo stesso. Entrambi stanno adattandosi a questa nuova situazione e hanno bisogno di incoraggiamento, sostegno e supporto.
Ai lavori di casa, ai parenti che vogliono vedere il bimbo, deve pensare qualcun altro. La mamma e il suo neonato hanno bisogno di riposare e di imparare a conoscersi. Hanno bisogno di calma, fiducia e pazienza per avviare il loro percorso di allattamento. Mamma e bimbo stanno facendo un grandissimo lavoro e hanno tanto bisogno di supporto.
I primi 40 giorni per mamma e bimbo fanno parte di un universo parallelo. I ritmi, le abitudini, gli orari del mondo esterno che la mamma fino a poche settimane prima seguiva, ora non hanno più spazio.
Nei casi in cui la mamma è costretta a occuparsi di tanto altro, a rispettare orari e richieste che non siano dettate dai bisogni propri o del suo neonato, l’equilibrio psicofisico di mamma e neonato è messo duramente a rischio.
Nei mesi successivi ai primi 40 giorni i tempi e i ritmi continuano a non combaciare con le aspettative e le consuetudini del mondo esterno perciò hanno tutto il diritto di scegliere quali sono le attività a cui desiderano partecipare, con il diritto di cambiare i propri piani all’ultimo momento perché uno dei due o entrambi sono stanchi, nervosi o bisognosi di altro.
Come possono i familiari e gli amici portare benessere a mamma e neonato?
Mettendosi a disposizione per svolgere faccende pratiche che il papà o la mamma hanno il piacere di delegare:
– portare fuori la spazzatura
– fare una lavatrice
– stendere il bucato
– portare o cucinare un pasto caldo
– riordinare o rassettare la casa
– lavare i piatti
– occuparsi dei figli maggiori o accompagnarli a scuola
– occuparsi degli animali domestici
Non è detto che la mamma gradisca qualsiasi iniziativa, perciò è opportuno chiedere o valutare con sensibilità cosa sia adeguato in quel momento.
Fare rumore per passare l’aspirapolvere mentre mamma e bimbo stanno cercando di riposare, non è una buona idea, nemmeno se la casa è davvero molto sporca!
L’obiettivo è portare serenità alla mamma e alla sua famiglia.
Cosa può fare una doula?
Essere in ascolto delle emozioni della mamma, del papà e rispondere ai bisogni pratici e di supporto emotivo e informativo che la famiglia necessita, consigliando altri professionisti qualora se ne manifesti la necessità.
Meglio ancora se la doula ha anche seguito corsi di formazione per dare informazioni corrette e sostenere l’allattamento, lavorando insieme a ostetriche o IBCLC per dare supporto alla mamma in situazioni complesse.
Una doula può contribuire a portare questo senso di benessere e sicurezza a sostegno della famiglia neonata.
Il postparto e il puerperio
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