Mio video-contenuto sul Puerperio

I primi 40 giorni dopo il parto

Sono felice di condividere anche qui il contenuto video dedicato al puerperio che ho realizzato in collaborazione con Alessandro Quattrone, videomaker biellese e titolare del canale YouTube “LaCoccinellaSbagliata” dedicato ai genitori.

Per chi preferisse leggere il contenuto in forma testuale, potete trovare qui sotto la trascrizione del video.
Buona visione e buona lettura!

“Il bimbo è nato, il parto è avvenuto… Sembra che la parte più difficile sia ormai alle spalle, giusto? Invece il puerperio è uno dei periodi più difficili che una donna possa sperimentare nella sua vita e anche per il papà probabilmente possiamo dire lo stesso.

L’intensità e la varietà dei cambiamenti che si vivono è davvero destabilizzante: cambia tutto. I ritmi di vita, le responsabilità, il ruolo che si aveva prima e a cui in parte bisogna rinunciare, il sonno e l’equilibrio che si ha con sé stessi… Tutto cambia!
 A volte anche il travaglio e il parto sono stati difficili, magari sono sorte delle complicazioni e quindi questo si aggiunge a tutta questa sensazione di scombussolamento generale, di terreno che manca sotto i piedi.

In molte culture alla neomadri viene imposto per 40 giorni di rinunciare alle faccende domestiche e sono le altre donne a nutrirla e a occuparsi della sua casa e dei suoi figli.

Mi piace parlare di puerperio perché non se ne parla quasi mai, eppure è un periodo estremamente delicato e davvero importante.

Quando nasce un bambino, nasce anche una coppia di genitori e la mamma è quasi come una neonata… una neonata però che ha la responsabilità, insieme al papà, di prendersi cura di una nuova creatura. Una creatura che spesso va allattata, va tenuta in braccio, va cambiata e che ha dei ritmi di sonno che non sono prevedibili.

La mamma si trova quindi a vivere insieme al papà in una bolla fuori dallo spazio dal tempo in cui risulta quasi impossibile programmare le attività della giornata.
Si parla anche di attività davvero banali quali farsi la doccia, lavarsi i capelli, uscire per una passeggiata…tutto questo perché il bambino può essere irrequieto, può essersi addormentato in un momento in cui pensavamo di uscire e a tutto questo si somma una grandissima stanchezza da parte dei genitori.

 Inoltre le sensazioni e le emozioni della mamma sono estremamente amplificate perché sta vivendo un forte calo ormonale in seguito al parto e alla gravidanza e questo non l’aiuta a vivere con serenità a tutti i momenti della giornata. Può passare da grandi momenti di gioia e di euforia e di amore verso il bambino a momenti di tristezza, sconforto e sensazione di solitudine e questo è proprio un po’ il baby-blues come viene descritto, che è il normale assestamento degli ormoni nelle settimane che seguono il parto.

Dicevo che in molte culture si parla di questo periodo come un periodo dove la mamma deve stare completamente a riposo e anche come del periodo delle tre Elle ovvero Lana, Letto e Latte.
Lana perché il corpo della mamma ha bisogno di molto calore. Di fatto ha vissuto un grande svuotamento in seguito al parto. Prima, nella gravidanza, il suo corpo si era espanso molto per fare spazio al bambino, era aumentato anche il suo volume di sangue. Il parto è un cambiamento grande: il corpo della mamma si deve riadattare e pian piano ritornare alle condizioni precedenti. Per questo il calore la può aiutare a recuperare le energie. 

Letto: è benefico per la mamma poter restare tranquillamente distesa nel suo letto e nella sua stanza, nella sua intimità, per riprendersi dal calo ormonale che sta avvenendo nel suo corpo e per riuscire meglio a riposare con le perdite ematiche che sta vivendo dopo il parto, con le possibili lacerazioni o cicatrici in seguito alla nascita del suo bambino. E anche per poter stare come più si sente a suo agio, a volte con il seno scoperto, nell’avvio dell’allattamento.

Latte: questo è anche il periodo dell’avvio dell’allattamento in cui la mamma e il bambino iniziano a conoscersi a capirsi a innamorarsi l’uno dell’altro e in cui la mamma, possibilmente senza pressioni esterne, senza disagio, senza ansie, cerca di capire come allattare il suo bambino.
L’allattamento è il modo naturale della nostra specie di nutrire i piccoli umani ma non sempre viene così naturale spesso perché poche di noi hanno assistito ad allattamenti ed è qualcosa di cui non si è troppo sentito parlare o non si è visto in famiglia e quindi nel caso in cui sorgano delle difficoltà è importante avere delle persone esperte da consultare quali ad esempio un’ostetrica esperta in allattamento o una consulente professionale in allattamento che possono risolvere delle situazioni critiche e aiutare la mamma e il bambino a continuare serenamente il loro percorso.

Il puerperio può essere un periodo davvero duro ed è estremamente delicato perché i tempi dedicati alla cura di sé sono quasi inesistenti, i ritmi del sonno e della veglia sono difficili da prevedere e portano i genitori a essere estremamente stanchi e la mamma si trova all’interno di un altalena emotiva alla quale possono servire diverse settimane prima di rientrare in un equilibrio.

Durante le prime sei/otto settimane del bambino è molto importante per la mamma ritrovare il suo equilibrio e quindi avere una serenità nella sua salute psicologica e non ricevere commenti e consigli non richiesti o critiche da parte di amici o parenti che sono in visita, perché la sua sensibilità è particolarmente alta e per questo può subire in modo negativo delle puntualizzazioni che le vengono fatte. Deve trovare da sé il suo modo migliore di essere mamma, ma per farlo le serve il tempo di conoscere il suo bambino.

Per questo motivo amici o parenti non dovrebbero arrabbiarsi se qualche appuntamento di visita al bambino alla mamma dovesse essere rimandato all’ultimo momento proprio perché la mamma e il bimbo stanno vivendo una fase particolare in cui è molto difficile poter programmare cosa si farà nel pomeriggio o il giorno dopo e quindi dovrebbero capire che in quel momento la cosa più importante è la serenità della diade, cioè della mamma e del bambino.

Quando amici o parenti vanno in visita alla mamma o il bambino spesso hanno un grande desiderio di vedere quel bambino, di conoscerlo e di tenerlo in braccio, ma non sempre può essere la cosa giusta da fare o la cosa che è gradita dalla mamma. Forse perché in quel momento il bambino sta dormendo in braccio alla sua mamma e non vuole essere svegliato, oppure perché è il momento in cui è allattato e quindi quello che potrebbero fare i parenti e gli amici è chiedere alla mamma di che cosa ha bisogno e in base al grado di confidenza che ha con loro la mamma potrebbe manifestare il suo bisogno di nutrirsi, di bere un bicchiere d’acqua o addirittura chiedere di aiutare un po’ a riordinare la stanza o di dare una pulita al bagno. Queste sono le cose che davvero potrebbero farla sentire meglio.

Spesso quando nasce un bambino le attenzioni vengono dirette a lui e un pochino ci si dimentica di come sta la mamma, invece sarebbe parecchio importante ricordarsi anche di lei e darle lo stesso affetto, le stesse attenzioni, le stesse cure che lei sta donando al suo bambino.
Ha bisogno di nutrimento come lei lo dà il bambino: un nutrimento fatto di cibo pronto, che i parenti e gli amici possono portare quando vanno in visita da lei, e può essere anche un nutrimento fatto di gesti di cura, di affetto, di attenzioni nei suoi confronti.

Passati i primi giorni può essere molto impegnativo per la mamma, se il papà deve tornare a lavorare, prendersi cura del suo bambino da sola e farsi carico di tutto quello di cui abbiamo parlato prima, quindi è importante che lei possa avere una persona empatica al suo fianco che passi del tempo con lei e nel caso in cui non abbia dei nonni vicini che possono stare insieme a lei e al suo bimbo, oppure degli amiche che può frequentare, fare come regalo a una neomamma delle ore da trascorrere con una doula può essere un ottimo sostegno per l’avvio della relazione mamma bambino.

A volte arriva una grande aspettativa da noi stesse come madri ma anche dalla società, l’idea che dovremmo farcela da sole, e quindi passate proprio le prime settimane ci si Immagina che tutta quella fatica, quella difficoltà che proviamo, alla fine ce la dobbiamo gestire noi. E se non abbiamo nessuno al nostro fianco…pazienza! Insomma, ce la dobbiamo fare, ce l’hanno fatta tutte, com’è che soltanto noi non ce la facciamo?

Ecco, io vorrei cambiare questa narrazione, perché è tossica e perché è dannosa per le neo famiglie. Non è normale che una mamma e un papà si prendano cura da soli per mesi di un bambino appena nato e continuino a fare la loro vita e a gestire la loro vita e i loro impegni di prima.
Quindi se vi sentite in difficoltà, non abbiate paura di chiedere aiuto, perché questo è un modo di volersi bene e di volere bene al vostro bambino!”

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